Affrontare le tematiche legate alle aggressioni in strada è sempre
stato un compito arduo, per alcuni inutile o addirittura irrisolvibile; oggi però la cronaca ha convinto anche i più
scettici della sua necessità.
Il tema dell’autodifesa, molto spesso, viene trattato in modo superficiale e
incompleto. Questo purtroppo può legittimare negli interessati comportamenti
inadeguati e pericolosi, alimentando così la sfiducia delle istituzioni nei
confronti di tali tematiche.
Forti della convinzione che “Evitare ti eleva, fuggire di
logora”, Emas ha sviluppato un percorso multidisciplinare che affronta
l'argomento sotto vari punti di vista, in modo da fornire all'utente un
panorama completo ed prontamente utilizzabile.
La sfida più ardua è stata quella di delineare gli argomenti
definiti “importanti” per i quali si sono create sessioni opzionali in funzione
del tempo a disposizione, e gli argomenti “necessari” senza i quali nessun
percorso potrebbe essere funzionale alle sue finalità.
Affrontare il problema dal punto di vista psicologico è stato
ovviamente il primo passo. Partendo da quelle che sono le nostre convinzioni e
i nostri valori si sono delineati
i meccanismi mentali dei soggetti coinvolti in una aggressione sia che questi siano
attivi o passivi.
Viste le tempistiche e la complessità di effettuare un lavoro
produttivo sulle emozioni relative a certe situazioni, si lavorerà sulla razionalizzazione dei
loro effetti, arrivando a comprendere come si comporta il nostro corpo e la
nostra mente di fronte ad uno stress così inconsueto.
Ovviamente enorme spazio è stato dedicato alle tematiche
preventive senza le quali, qualsiasi preparazione, perderebbe senso pratico e
morale.
Lo studio approfondito della casistica delle aggressione su
scala mondiale nei paesi civilizzati ci ha permesso di delineare i rituali
ricorrenti delle aggressioni, evidenziando quindi l'escalation delle
responsabilità e i vari momenti di innesco.
È stato importante non estrapolare l'evento aggressione dai
contesti sociali, temporali e psicologici nei quali questo avviene, osservando
motivi, luoghi e momenti dell’aggressione.
Avendo sempre chiaro in mente che “l’inevitabile purtroppo va
affrontato”, l'intero percorso tende a fortificare il concetto di “Parola” come
strumento principale di autodifesa.
Uno dei risultati paralleli che tale percorso ottiene è quello
di sensibilizzare i partecipanti verso argomenti così difficili e mal proposti dai
normali canali di comunicazione arrivando a combattere il bullismo proprio tra
i bulli.
I partecipanti ai corsi Emas comprenderanno che solo rispettando
gli altri si può esigere rispetto e dopo l’analisi delle esperienze passate alcuni di loro si
scopriranno aggressori, se pur
verbali, e non vittime.
Infatti, non sempre i partecipanti ai corsi Emas sono
totalmente estranei ad atteggiamenti incivili, pertanto affrontare l'argomento li aiuta a valutare se stessi e gli
altri alla luce dei valori che
stanno alla base della convivenza civile.
Riconsiderare gli atteggiamenti aggressivi etichettandoli come
vigliacchi e pericolosi, aiuta i partecipanti ai corsi Emas ad annoverare lo
scontro fisico come un fallimento personale e segnale di una difficoltà
sociale.
Trattare direttamente l'argomento con i soggetti passivi e
talvolta attivi di tali situazioni aiuterà tutti inoltre a comprendere e
ridimensionare il valore della violenza e dello scontro fisico .
Tutti i soggetti potranno così valutare quali sono i casi che necessitano
una risoluzione personale e quali invece possono essere semplificati chiedendo
aiuto alle istituzioni o alle autorità competenti.